Idee generali del
Nuovo Umanesimo
1. L'essere umano come valore e preoccupazione
centrale.
2. L'affermazione dell'uguaglianza di tutti
gli esseri umani.
3. Il riconoscimento della diversità personale
e culturale.
4. Lo sviluppo della conoscenza al di là di
ciò che viene accettato oggi come verità assoluta.
5. L'affermazione della libertà di idee
e di credenze.
6. Il rifiuto di ogni tipo di violenza e di
discriminazione. |
Il Nuovo Umanesimo
Migliaia di donne e di uomini diventano i costruttori di un
cambiamento storico senza precedenti
Punti di vista sulla situazione
attuale
Nella nostra epoca di grande
trasformazione sociale, culturale e scientifica si accelerano
e sconvolgono sia la vita collettiva che individuale. Mentre potremmo
sperare un miglioramento delle condizioni di vita, soprattutto
grazie al progresso tecnologico, si constata invece uno squilibrio
immorale tra la vita che conduce una minoranza benestante e quella
che subisce la maggior parte degli abitanti del pianeta
L'orientamento neoliberale
di chi decide, mira a concentrare il potere economico e politico
e ha la responsabilità delle disuguaglianze, dell'ingiustizia,
della violenza e della sofferenza crescente dell’umanità.
Tutte le forme di espressione che escono dall’ordine stabilito,
soprattutto se organizzate, sono controllate, represse, screditate,
eliminate.
Il tessuto sociale è lacerato. L'individualismo e la lotta
per la sopravvivenza, basata sul culto del denaro, generano una
mancanza totale di solidarietà ed una perdita di fiducia
tra le persone, che si manifesta persino nella famiglia. Si sviluppano
la xenofobia, il fascismo e l’intolleranza.
Ma una nuova sensibilità sta emergendo nel pianeta e annuncia
un'altra civiltà: la nazione umana universale.
La necessità di organizzarsi apparirà come un’esigenza
di ognuno. Questa sensibilità sarà irreprimibile
e noi saremo molto vicini ad un profondo cambiamento in tutta
la Terra.
Il Nuovo Umanesimo rappresenta
l'alternativa coerente per permettere questo sviluppo positivo. |
La
storia
Nel clima di malessere generale
che cominciò a manifestarsi negli anni '60 irrompevano
numerosi fenomeni giovanili. Fra questi si poteva scorgere un
piccolo gruppo che muoveva i suoi primi passi in America Latina
e che si estese verso punti sempre più distanti. Questo
gruppo non poteva esprimersi liberamente perché già allora
cominciavano a succedersi le dittature. Quando l'attività militante
dei suoi membri li portò di fronte alla necessità di
comunicare le loro proposte ad insiemi più numerosi, iniziò a
scatenarsi il conflitto che portò all'incarcerazione e
alla deportazione di molti giovani. Nella decade del '70 si fissarono
parametri dottrinari più precisi e si stabilirono le caratteristiche
di questo nuovo tipo di movimento che ormai non poteva più essere
confuso con lo spontaneismo di altri gruppi, sulla via della decadenza
e della disintegrazione. E' a partire dalla Comunità per
lo Sviluppo Umano (un raggruppamento sociale e culturale che,
col passare degli anni, sarà riconosciuto dalle Nazioni
Unite) che cominciò a svilupparsi un numeroso insieme di
club culturali, organizzazioni sociali di quartiere e gruppi di
base.
Così si è andato formando lentamente il Movimento
Umanista che si è espanso attraverso differenti espressioni
che vanno dalle campagne di alfabetizzazione nei paesi dei Caraibi
e dell'Africa, al lavoro di sanità sociale in cui medici,
paramedici e collaboratori agiscono, fra mille limitazioni, ma
con grande spirito, in varie parti del mondo. Questo Movimento
Umanista, tanto diversificato nelle sue attività sociali
e culturali, diede anche origine a partiti politici che cominciarono
ad articolarsi negli anni '80. E nella decade del '90 il
Movimento raggiunge ormai la sua piena maturità concettuale,
si definisce come Umanesimo Universalista o Nuovo Umanesimo, differenziandosi
nettamente dagli antichi umanesimi con i quali non conserva nessuna
relazione né organica né ideologica. Oggi, è presente
in più di 100 paesi e conta circa 2.000.000 di membri. |
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